Statuto dell'Ente

Giunta Regionale della Campania
Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 48 del 13 ottobre 2003 1 / 20
Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 48 del 13 ottobre 2003
COMUNITA’ MONTANA ZONA DELL’UFITA ARIANO IRPINO - (Provincia di Avellino)
Statuto approvato con delibera di Consiglio Generale n. 14 dell’11/4/2002.

STATUTO
TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1
COMUNITA’ MONTANA ZONA DELL’UFITA
Costituzione e Natura Giuridica

1. La Comunità Montana Zona dell’UFITA, ai sensi dell’articolo 1 legge Regione Campania 15 aprile 1998 n. 6, è costituita dai seguenti Comuni:
Ariano Irpino, Carife, Casalbore, Castelbaronia, Flumeri, Frigento, Gesualdo, Greci, Melito Irpino, Montaguto, Montecalvo Irpino, San Nicola Baronia, San Sossio Baronia, Savignano Irpino, Scampitella, Sturno, Trevico, Vallata, Vallesaccarda, Villanova del Battista, Zungoli.
2. E’ Ente Locale, ai sensi della normativa vigente.
3. E’ disciplinata dai principi fissati dalla Costituzione Italiana, dalle Leggi della Repubblica, dalle Leggi Regionali e dalle norme del presente Statuto.

Art.2
Finalità

1. La Comunità Montana promuove la valorizzazione delle zone montane e la tutela delle minoranze etniche.
2. Esercita le funzioni attribuite dalla legge ed attua gli interventi speciali per la montagna stabiliti dalla Comunità Economica Europea, dalle leggi Statali e dalle leggi Regionali con particolare riguardo alle finalità previste dalla legge 31.1.1994, n. 97 articolo 1.
3. Promuove l’esercizio associato di funzioni proprie e dei Comuni o a questi delegate dalla Regione ed esercita ogni altra funzione ad essa delegata dai Comuni, dalla Provincia e dalla Regione.
4. Opera quale sportello dei cittadini per superare le difficoltà di comunicazione tra le varie strutture e servizi territoriali.

Art. 3
Funzioni
1. La Comunità Montana assicura la trasparenza dell’attività amministrativa informata a criteri di economicità, efficienza, efficacia e pubblicità; garantisce la pari opportunità negli organi di governo, di gestione, degli Enti, di Aziende ed Istituzioni dipendenti dall’Ente.
2. Adotta il Piano Pluriennale di Sviluppo Socio - Economico ed il suo aggiornamento, secondo le procedure previste dalle Leggi Regionali, per realizzare in particolare la Tutela dell’ambiente e la difesa del territorio.
3. Adotta Piani Pluriennali di Opere ed Interventi ed individua gli strumenti idonei a perseguire gli obiettivi dello sviluppo socio - economico, ivi compresi quelli previsti dalla Comunità Economica Europea, dallo Stato e dalla Regione, che possono concorrere alla realizzazione dei programmi annuali operativi di esecuzione del piano.
4. Concorre alla formazione del piano territoriale di coordinamento, attraverso le indicazioni urbanistiche del piano pluriennale di sviluppo.
5. Promuove l’esercizio associato di funzioni e servizi Comunali con particolare riguardo ai settori di:
a) Costituzione di strutture tecnico amministrative di supporto alle attività istituzionali dei Comuni con particolare riferimento ai compiti di assistenza al territorio;
b) Raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani;
c) Organizzazione del trasporto locale, ed in particolare del trasporto scolastico;

Giunta Regionale della Campania
Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 48 del 13 ottobre 2003 2 / 20
d) Organizzazione del servizio di Polizia Municipale;
e) Realizzazione di strutture e servizi socio – sanitari ed assistenziali e di strutture sociali, ivi comprese quelle delegate dai Comuni, di orientamento e formazione per i giovani, in modo da corrispondere alle esigenze della popolazione locale, con il preminente scopo di favorirne la permanenza nei propri Comuni;
f) Realizzazione di opere pubbliche d’interesse del territorio di competenza.
6. Promuove, nell’ambito del suo territorio e d’intesa con i Comuni ed altri Enti interessati, la
gestione del patrimonio forestale, mediante apposite convenzioni tra i proprietari.
7. Promuove la costituzione di consorzi forestali, anche in forma coattiva qualora lo richiedano i
proprietari di almeno i tre quarti della superficie interessata.
8. L’Ente Comunitario promuove e tutela le attività economiche locali e la valorizzazione dei prodotti tipici.
9. Incoraggia ed attiva le iniziative delle popolazioni nei settori della cultura, dello sport, del turismo e dell’agriturismo.
10. Favorisce lo scambio, con altre realtà, di esperienze professionali, economiche, sociali e culturali.
11. Individua idonei ambiti territoriali per la razionale gestione e manutenzione dei boschi e promuove in tali ambiti la costituzione di consorzi di miglioramento fondiario ai sensi degli articoli 71 e seguenti del R.D. 13.2.1933 n. 215, ovvero di associazioni di proprietari riconosciute idonee dalle Regioni e volte al rimboschimento, alla tutela ed alla migliore gestione dei propri boschi.
12. Realizza e svolge tutte le funzioni ad essa delegate dalla Regione, dalla Provincia e dai Comuni.

TITOLO II
ORDINAMENTO ISTITUZIONALE
CAPO I

Art. 4
Organi dell’Ente
Gli Organi di governo dell’Ente sono:
a) Il Consiglio Generale;
b) La Giunta Esecutiva;
c) Il Presidente della Giunta Esecutiva.

Art.5
Consiglio Generale Comunitario
1. Il Consiglio Generale Comunitario è composto dai rappresentanti dei Comuni membri e dura in carica cinque anni. Esercita le sue funzioni fino all’insediamento del nuovo Consiglio. E’ presieduto dal Presidente del Consiglio, che non ha funzioni di gestione o di governo dell’Ente.
2. I rappresentanti vengono eletti dai Consigli dei Comuni membri nel proprio seno, con le modalità e nei termini stabiliti dalle Leggi.
3. I Consiglieri, anche se decaduti, restano in carica fino alla nomina dei nuovi eletti e continuano a svolgere le loro funzioni negli Organi in cui sono stati eletti. Il Presidente, avuta la deliberazione esecutiva dal Comune che ha proceduto alla nomina dei rappresentanti, deve, non oltre 10 giorni convocare il Consiglio perché ne prenda atto. La seduta del Consiglio deve tenersi entro i successivi 10 giorni.
4. Sono ineleggibili a Consiglieri i dipendenti della Comunità e dei Comuni rappresentati.
5. E’ incompatibile con la carica di Consigliere la partecipazione, ad ogni titolo, all’attività di Enti o Aziende che abbiano appalti o svolgono lavori per conto della Comunità.

Art.6
Compiti e Funzioni del Consiglio Comunitario e del suo Presidente
1. Il Consiglio è l’Organo di indirizzo e di controllo Politico Amministrativo. Ha competenza limitatamente agli atti ed alle materie ad esso riservate dalla Legge e dallo Statuto. In sede di esame del conto consuntivo il Consiglio verifica l’attuazione delle linee programmatiche esposte, all’atto della elezione, dal Presidente della Giunta Esecutiva. E’ facoltà del Consiglio provvedere ad integrare, nel corso della durata del mandato, con adeguamenti strutturali e/o modifiche, le linee programmatiche, sulla base delle esigenze e delle problematiche che dovessero emergere in ambito locale.
2. Il Consiglio verifica ed approva il documento di rendicontazione dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche presentato dal Presidente della Giunta al termine del mandato politico – amministrativo.
3. Con regolamento vengono disciplinate le modalità di partecipazione del Consiglio alla verifica periodica delle linee programmatiche.
4. Il Presidente del Consiglio è eletto, a scrutinio segreto, a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati. Convoca e presiede il Consiglio, svolge tutti i compiti attribuiti dalla Legge e dallo Statuto. In sua assenza è sostituito dal Vice Presidente, eletto con le stesse modalità del Presidente.
5. Il Presidente del Consiglio può essere revocato dalla carica solo per gravi e palesi violazioni dei suoi doveri istituzionali, con le stesse modalità e procedure con cui si è proceduto alla sua elezione.
6. La carica di Vice – Presidente del Consiglio deve essere attribuita alla minoranza consiliare qualora il Presidente è scelto fra i rappresentanti della maggioranza. Il Vice – Presidente è eletto con la stessa modalità del Presidente.

Art.7
Doveri del Consigliere
1. I Consiglieri hanno il dovere di intervenire alle sedute del Consiglio, delle Commissioni Consiliari e degli altri Organi Collegiali dei quali fanno parte.
2. Il Consigliere incorre nella decadenza se non interviene a tre sedute consecutive del Consiglio senza giustificato motivo.
3. I motivi della decadenza devono essere notificati dal Presidente del Consiglio al Consigliere, a mezzo di raccomandata A.R. non oltre dieci giorni dalla data della terza assenza. il Consigliere ha 10 giorni di tempo per formulare osservazioni e giustificazioni. Entro i successivi 10 giorni dalla scadenza del termine concesso al Consigliere, il Consiglio Generale definitivamente delibera a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con votazione palese.
4. La decadenza è in ogni caso deliberata dal Consiglio qualora il Consigliere non abbia provveduto a far pervenire le sue giustificazioni entro il termine previsto dal comma 3.
5. La deliberazione di decadenza deve essere, nel giorno successivo, depositata nella Segreteria dell’Ente e notificata a mezzo raccomandata A.R. entro i cinque giorni successivi al Consigliere dichiarato decaduto ed al Sindaco del Comune rappresentato perché provveda alla sua sostituzione.

Art. 8
Diritti dei Consiglieri
1. I Consiglieri della Comunità Montana hanno il diritto di iniziative su tutti gli atti che rientrano nelle competenze del Consiglio Generale e possono formulare interrogazioni, interpellanze e mozioni. Hanno, altresì, il diritto di ottenere dagli Uffici della Comunità e da quelli di Enti, Aziende; Consorzi, Istituzioni e Società dipendenti o collegati, tutti gli atti, i documenti e le informazioni utili all’espletamento del mandato.
2. Il Presidente e gli Assessori incaricati rispondono entro trenta giorni alle interrogazioni e ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai Consiglieri. Il Regolamento Consiliare ne disciplinerà le modalità.
3. Ciascun Consigliere ha il pieno diritto di intervenire nella definizione delle linee programmatiche di cui all’articolo 21 proponendo le integrazioni, gli adeguamenti e le modifiche, mediante presentazione di appositi emendamenti. Le modalità e le forme per l’attuazione di tale diritto e di quanto previsto al comma 1 sono disciplinate dal regolamento.
4. Il Consiglio Generale può conferire ai Consiglieri della Comunità Montana, incarichi speciali concernenti materie e questioni specifiche, con l’obbligo di riferire al Consiglio.

Art.9
Dimissioni
1. Le dimissioni da membro del Consiglio Generale devono essere presentate al Presidente del Consiglio Generale, il quale, entro 10 giorni, ne da comunicazione al Presidente della Giunta Esecutiva ed al Sindaco del Comune interessato, che provvede ad attivare le procedure per l’elezione del nuovo consigliere.

Art. 10
Consigliere Anziano
1. Il Consigliere Anziano è il componente del Consiglio Generale più anziano d’età.

Art. 11
Gruppi Consiliari
1. Il Consigliere, all’atto dell’insediamento in Consiglio Generale, aderisce ad un gruppo consiliare con esplicita dichiarazione. In mancanza di adesione è iscritto d’ufficio al gruppo misto.
2. Per la costituzione di un Gruppo Consiliare sono necessari almeno sei Consiglieri, ovvero tre se appartenenti a Partito presente in Parlamento. Le rappresentanze politiche con numero inferiore a sei, ovvero tre confluiscono nei gruppi misti. E data facoltà di costituire più gruppi misti purché formati da almeno sei consiglieri.
3. La costituzione dei gruppi avviene immediatamente dopo la convalida degli eletti. La loro composizione e l’individuazione del capo - gruppo vengono rese mediante atto scritto depositato presso la Segreteria della Comunità entro e non oltre trenta giorni dalla convalida.
4. Ai gruppi sono assicurate idonee strutture in proporzione ai rispettivi aderenti.

Art. 12
Conferenza dei Capigruppo
1. Essa è organo consultivo; concorre alla programmazione delle riunioni del Consiglio Generale ed assicura il migliore svolgimento dei lavori dell’Assemblea. Possono essere invitati uno o più Presidenti di Commissioni Consiliari.
2. Il Presidente del Consiglio su argomenti di particolare rilevanza, indicati nel Regolamento, può convocare la Conferenza dei Capigruppo.
3. Il Consiglio Generale può svolgersi anche se non sia stata tenuta la conferenza dei Capigruppo, purché essa sia stata regolarmente convocata.

Art. 13
Conferenza dei Sindaci
1. La Comunità Montana, d’intesa con i Comuni membri, promuove la costituzione della Conferenza dei Sindaci quale organismo di consultazione e di raccordo tra l’attività dei Comuni e quella della Comunità Montana.
2. La conferenza dei Sindaci è convocata e presieduta dal Presidente della Giunta Esecutiva. Essa deve essere sentita prima dell’adozione dei seguenti provvedimenti:
- Programma Annuale Operativo;
- Programma Pluriennale di Sviluppo Socio - Economico;
- Esercizio associato di funzioni e servizi propri dei Comuni;
3. La predisposizione e l’approvazione degli atti di cui sopra vengono effettuate anche in assenza del parere della Conferenza dei Sindaci, purché essa sia stata regolarmente convocata.

Art.14
Consiglio Comunitario – Adunanze
1. La prima adunanza del Consiglio Comunitario è convocata dal Presidente del Consiglio uscente ed è presieduta dal Consigliere anziano. Essa è dedicata alla convalida degli eletti, alla nomina del Presidente del Consiglio, del Vice Presidente del Consiglio, del Presidente della Giunta Esecutiva e degli Assessori.
2. Il Presidente del Consiglio convoca la prima seduta entro e non oltre 10 giorni dal ricevimento dell’ultima designazione dei rappresentanti nominati dai singoli Comuni.
3. Il Consiglio può riunirsi in sessione ordinaria, straordinaria e d’urgenza.
4. Il Consiglio è convocato dal Presidente del Consiglio. Deve essere, inoltre, convocato su richiesta formale del Presidente della Giunta o della Conferenza dei Capigruppo, assunta all’unanimità, o su richiesta formale di almeno un quinto dei Consiglieri. Il Presidente del Consiglio deve convocare il  Consiglio Generale non oltre 10 giorni dalla acquisizione al protocollo della richiesta e la seduta deve tenersi non oltre i successivi 15 giorni.
5. La seduta destinata alla discussione della mozione di sfiducia avviene non prima di 10 giorni e non oltre 30 giorni dalla sua presentazione.

Art. 15
Modalità delle Convocazioni del Consiglio
1. La convocazione dei Consiglieri per le adunanze del Consiglio deve essere fatta dal Presidente del Consiglio, con avvisi scritti a mezzo raccomandata A.R., almeno sei giorni prima della data della riunione.
2. In caso d’urgenza il termine è ridotto a 02 giorni, con convocazione telegrafica o telefax.
3. L’avviso di convocazione deve contenere l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione, nonché gli argomenti da trattarsi.
4. La seconda convocazione potrà avere luogo non prima di tre giorni dalla prima e dovrà essere preannunciata con l’avviso di prima convocazione.

Art. 16
Validità delle Sedute del Consiglio
1. Le sedute del Consiglio della Comunità Montana sono pubbliche.
2. Le eccezioni alla pubblicità delle sedute sono previste in relazione a ipotesi di discussioni in merito a qualità e moralità di persone o in altri casi previsti dalle leggi vigenti.
3. In particolari circostanze e per particolari argomenti, le sedute del Consiglio possono tenersi anche in altra sede esterna a quella della Comunità Montana.
4. Possono essere invitati alle sedute del Consiglio rappresentanti di Enti, Associazioni,
Organizzazioni, Aziende e persone interessate agli argomenti posti all’ordine del giorno, con diritto di parola secondo le modalità stabilite dal Regolamento.
5. Il Consiglio si riunisce validamente con la presenza della metà più uno dei Consiglieri assegnati all’Ente, fatti salvi i casi in cui sia richiesta una maggioranza speciale.
6. Nella seduta di seconda convocazione, da tenersi solo nel caso in cui la seduta di prima convocazione sia andata deserta per mancanza del numero legale, è sufficiente, per la validità dell’adunanza, l’intervento di un terzo dei Consiglieri assegnati.
7. Il Presidente del Consiglio accerta la validità della seduta mediante l’appello nominale.
8. I Consiglieri che dichiarano di astenersi dal voto, si computano nel numero necessario a rendere
valida la seduta.
9. Fatti salvi i casi previsti dalla legge o dal presente Statuto, il Consiglio è presieduto dal Presidente del Consiglio, e in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice presidente. In caso di assenza o impedimento di entrambi è presieduto dal Consigliere Anziano.
10. Su ogni proposta di deliberazione posta all’ordine del giorno, devono essere inseriti i pareri di regolarità tecnica e contabile espressi ai sensi della normativa vigente. I pareri sono inseriti nelle deliberazioni.
11. Per le proposte di elezione del Presidente e della Giunta, di revoca e sostituzione di assessori, di nomina, designazione e revoca di rappresentanti della Comunità Montana in altri Enti, nonché per la mozione di sfiducia, i pareri si limitano alla verifica dell’osservanza delle procedure e della sola regolarità formale. l pareri non sono richiesti per gli atti di contenuto esclusivamente politico e per quelli privi di contenuto dispositivo.
12. I pareri possono essere disattesi motivandone il dissenso.

Art. 17
Deliberazioni
1. Il Consiglio delibera a maggioranza semplice, fatti salvi i casi per i quali la legge o il presente Statuto prescrivano una maggioranza diversa.
2. Le votazioni hanno luogo di regola con voto palese. Esse si svolgono a scrutinio segreto allorché si tratti di votazioni riguardanti persone, ovvero di elezioni mediante schede.
3. Le schede bianche e le schede nulle si computano per determinare la maggioranza dei votanti.
4. I verbali delle deliberazioni adottate dal Consiglio sono sottoscritti dal Presidente del Consiglio e dal Segretario.

Art. 18
Commissioni Permanenti

1. Sono costituite le seguenti Commissioni Consiliari permanenti:
a) Affari Generali, Istituzionali e del Personale, Regolamenti e Revisione Statuto;
b) Bilancio e Programmazione - Attività Produttive: Industria, Artigianato e Commercio;
c) Cultura, Sport e Turismo - Tempo Libero e Formazione Professionale;
d) Agricoltura, Forestazione e Bonifica Montana;
e) Lavori Pubblici, Ambiente e Protezione Civile;
f) Commissione di Controllo e Garanzia.
2. Nelle predette Commissioni sono rappresentati proporzionalmente i gruppi politici, nel rispetto della pari opportunità. Il Consiglio determina all’atto della costituzione il numero dei componenti.
3. Ogni Commissione elegge il Presidente ed il Vice - Presidente, tra i Consiglieri ad essa assegnati, con votazione palese. Il presente Statuto prevede forme di garanzia e di partecipazione delle minoranze attribuendo alle opposizioni la presidenza delle Commissioni Consiliari aventi funzioni di controllo o di garanzia. Sono eletti nelle cariche i Consiglieri che avranno riportato il maggior numero di voti.
4. Compito delle Commissioni Consiliari permanenti è l’esame preparatorio degli atti deliberativi del consiglio al fine di favorire il migliore esercizio delle funzioni dell’organo stesso, quando l’esame preparatorio sia richiesto dalla complessità e dalla tipologia degli atti medesimi.
5. La Giunta Esecutiva o il Consiglio Generale possono richiedere, su materie di propria competenza, il parere consultivo della Commissione competente.
6. Oltre alle attribuzioni di cui ai commi precedenti le Commissioni possono, di propria iniziativa, aprire dibattiti su argomenti di loro competenza e concluderli con una proposta di risoluzione da trasmettere al Presidente per i successivi provvedimenti.
7. Il Presidente e gli Assessori possono prendere parte alle sedute della Commissione senza diritto di voto.

Art. 19
Commissioni Temporanee o Speciali
1. Il Consiglio con il voto della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati, può costituire nel suo seno, Commissioni temporanee o sociali su aspetti o episodi specifici dell’attività amministrativa della Comunità. Alla Commissione temporanea o speciale verrà assegnato un termine entro il quale dovrà riferire al Consiglio.
2. Nelle Commissioni temporanee o speciali i singoli gruppi politici saranno rappresentati in misura proporzionale alla loro consistenza numerica. Il Consiglio determina, all’atto della costituzione, il numero dei componenti.

Art. 20
La Giunta della Comunità Montana
1. La Giunta è composta dal Presidente e da Assessori fino ad un numero di otto.

Art.21
Elezione e requisiti
1. Il Presidente e la Giunta Esecutiva della Comunità Montana sono eletti dal Consiglio Generale nel proprio seno. L’elezione avviene entro dieci giorni dalla ricezione dell’ultima designazione da parte dei Comuni membri, sulla base di un documento programmatico nel quale, oltre agli indirizzi di politica amministrativa, sia contenuto l’elenco nominativo del Presidente e degli Assessori, con la indicazione del Vice - Presidente.
2. L’elezione avviene a scrutinio palese, per appello nominale, ed a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati alla Comunità Montana.
3. Nel caso che non venga raggiunta la maggioranza predetta si procede alla convocazione di due successive sedute che dovranno svolgersi entro 60 giorni dalla data di convalida del Consiglio; qualora in nessuna di esse si raggiunga la maggioranza di cui al comma due, ne viene informato il Prefetto per quanto di competenza.
4. Il documento programmatico con l’elenco dei componenti la Giunta, sottoscritto da almeno un quinto dei Consiglieri assegnati, deve essere depositato presso la Segreteria dell’Ente, a disposizione dei Consiglieri, almeno 48 ore prima dell’ora fissata per l’adunanza consiliare.
5. Non possono contemporaneamente far parte della Giunta Esecutiva ascendenti e discendenti, fratelli, coniugi, adottandi ed adottati, affini entro il terzo grado del presidente o di altro componente della Giunta.
6. Il Presidente può assegnare le deleghe agli Assessori, dandone tempestiva comunicazione ai Capigruppo ed al Consiglio nella prima seduta successiva.

Art. 22
Linee programmatiche di mandato
Entro il termine di 120 giorni, decorrenti dalla data del suo avvenuto insediamento, sono presentate, da parte del Presidente, sentita la Giunta, le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare presso l’Ufficio di Segreteria entro il termine di 90 giorni dall’insediamento con contestuale avviso ai Consiglieri.
Ciascun Consigliere ha il pieno diritto di intervenire nella definizione delle linee programmatiche proponendo le integrazioni, gli adeguamenti e le modifiche, mediante presentazione di appositi emendamenti, nelle modalità indicate dal Regolamento del Consiglio e, comunque, entro 20 giorni dalla notifica dell’avviso di cui al primo comma.
Con cadenza almeno annuale e, principalmente in sede di esame del conto consuntivo, il Consiglio provvede a verificare l’attuazione di tali linee da parte del Presidente e dei rispettivi Assessori. E’ facoltà del Consiglio provvedere a integrare, nel corso della durata del mandato, con adeguamenti strutturali e/o modifiche, le linee programmatiche, sulla base delle esigenze e delle problematiche che dovessero emergere in ambito locale.
Al termine del mandato politico – amministrativo, il Presidente presenta all’Organo consiliare il documento di rendicontazione dello stato di attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche.
Detto documento è sottoposto all’approvazione del Consiglio, previo esame del grado di realizzazione degli interventi previsti.
Previo regolamento occorre disciplinare i modi della partecipazione del Consiglio alla verifica periodica delle linee programmatiche.

Art. 23
Durata in carica – Decadenza – Revoca – Dimissioni – Surrogazione
1. Il Presidente e gli Assessori, decaduti per effetto della scadenza del Consiglio Generale, restano in carica fino alla nomina dei successori.
2. La decadenza dalla carica di Presidente o da Assessore avviene per sopraggiunta ineleggibilità o incompatibilità, per l’accertamento di cause ostative all’assunzione della carica, per il mancato intervento senza giustificato motivo a tre sedute consecutive della Giunta oltre che nei casi di legge. La decadenza è pronunciata dal Consiglio.
3. La decadenza della carica di Consigliere, così come previsto dall’articolo 7, comma 2°, del presente statuto, comporta automaticamente la decadenza da quello di componente della Giunta Esecutiva.
4. Il Presidente può proporre al Consiglio la revoca di uno o più Assessori e comunque per un numero inferiore alla metà sulla base di una richiesta motivata che contenga, altresì, l’indicazione dei sostituti. Il Consiglio delibera a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.
5. Le dimissioni del Presidente o degli Assessori sono indirizzate al Consiglio Generale e presentate con nota scritta al Segretario Generale, il quale, previa loro immediata protocollazione, provvede ad informare per iscritto gli Assessori ed i Consiglieri Comunitari entro due giorni dalla data della loro presentazione. Le dimissioni sono irrevocabili e diventano efficaci dalla data di avvenuta sostituzione da parte del Consiglio Generale. Il Consiglio deve provvedere alla sostituzione dell’Assessore dimissionario entro 30 giorni decorrenti dalla data delle dimissioni stesse.
6. In caso di decadenza o di dimissioni della metà più uno degli Assessori decade contestualmente l’intera Giunta. La Giunta decade, altresì, per dimissioni o decadenza del Presidente.
7. In caso di decadenza, il Presidente propone al Consiglio, nella seduta da tenersi entro i successivi 30 giorni, il nominativo di chi surroga l’Assessore cessato dalla carica. L’elezione, a scrutinio palese, per appello nominale, avviene a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati alla Comunità Montana.
8. In caso di dimissioni o di decadenza qualora non si raggiunga la maggioranza richiesta per procedere alla surrogazione, così come previsto nel comma precedente, si procede alla convocazione di due successive sedute che dovranno svolgersi nei 60 giorni che seguono. Qualora in nessuna di esse si raggiunga la maggioranza di cui al precedente comma, l’Assessore decaduto o dimissionario non potrà continuare, in alcun modo, a svolgere le sue funzioni.
9. Chi ha ricoperto in due mandati consecutivi la carica di Presidente o di Assessore non può essere nel mandato successivo ulteriormente nominato Presidente o Assessore.

Art. 24
Mozione di sfiducia del Presidente della Giunta e della Giunta Esecutiva
1. Il voto del Consiglio, contrario ad una proposta del Presidente della Giunta o della Giunta Esecutiva non comporta le dimissioni degli stessi.
2. Il Presidente della Giunta e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia, precedentemente presentata al Consiglio o alla Segreteria Generale, sottoscritta e votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio. La mozione di sfiducia dev’essere motivata e sottoscritta dalla maggioranza dei Consiglieri assegnati e viene messa in discussione non prima di 10 giorni e non oltre 30 dalla sua presentazione.

Art. 25
Funzionamento della Giunta
1. L ‘attività della Giunta è collegiale.
2. La Giunta è convocata e presieduta dal Presidente che fissa gli argomenti all’ordine del giorno. In caso di assenza o impedimento dal Presidente, vi provvede il Vice Presidente o l’Assessore più anziano d’età.
3. La Giunta, con la presenza della maggioranza dei suoi membri, delibera a maggioranza semplice dei voti, salvo i casi in cui sia richiesto una maggioranza qualificata. Le sedute non sono pubbliche, salvo diverse decisioni della Giunta stessa.
4. Possono essere chiamati a partecipare alle sedute della Giunta, senza diritto di voto, il Revisore dei Conti, i Capi Area. i Capigruppo, i Sindaci, nonché altri che il Presidente riterrà utile invitare in relazione all’argomento da trattare.
5. Le votazioni sono palesi, salvo i casi in cui è prescritto lo scrutinio segreto. Nelle votazioni palesi, in caso di parità prevale il voto del Presidente o di chi presiede l’adunanza.

Art. 26
Attribuzioni del Presidente della Giunta Esecutiva
1. Spettano al Presidente le seguenti attribuzioni:
a) La rappresentanza generale e legale della Comunità Montana, secondo le modalità fissate nel regolamento;
b) La direzione unitaria ed il coordinamento dell’attività politica;
c) Il coordinamento dell’attività della Giunta Esecutiva;
d) Esercita la rappresentanza in giudizio, previo atto deliberativo della Giunta Esecutiva e secondo le modalità fissate nel Regolamento, per le materie di sua competenza e di quelle di competenza del Consiglio e della Giunta.
e) Impartisce direttive al Segretario ed ai dirigenti responsabili delle aree funzionali in ordine agli indirizzi funzionali e di vigilanza sull’intera gestione amministrativa degli Uffici e dei Servizi;
f) Acquisisce direttamente presso tutti gli Uffici e Servizi informazioni ed atti anche riservati;
g) Promuove indagini e verifiche amministrative sull’intera attività della Comunità Montana;
h) Compie gli atti conservativi dei diritti della Comunità Montana;
i) Può disporre l’acquisizione di atti, documenti ed informazioni presso le Aziende Speciali, le Istituzioni e le Società di Capitali appartenenti alla Comunità Montana;
j) Convoca e presiede la Giunta Esecutiva definendo gli ordini del giorno delle rispettive sedute;
k) Coordina l’attività della Giunta Esecutiva e dei singoli Assessori;
l) Nomina i rappresentanti della Comunità Montana presso Enti, Aziende ed Istituzioni, nel rispetto degli indirizzi consiliari, salva la competenza del Consiglio Generale espressamente prevista dalla Legge;
m) Promuove ed assume iniziative atte ad assicurare che Uffici, Servizi, Aziende Speciali, Istituzioni e Società appartenenti alla Comunità Montana, rispettino gli obiettivi e gli indirizzi indicati dal Consiglio generale;
n) Promuove ed assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti pubblici previsti dalla Legge;
o) Convoca e presiede la conferenza dei capi – gruppo consiliari;
p) Interviene alle sedute delle Commissioni Consiliari;
q) Riceve le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni;
r) Adotta tutti i provvedimenti di natura discrezionale e non collegiale che lo Statuto non abbia espressamente demandato alla competenza del Segretario e dei dirigenti responsabili delle aree;
s) Può nominare il Direttore Generale, previa delibera della Giunta Esecutiva;
t) Richiede la convocazione del Consiglio al suo Presidente, definendone gli argomenti.

Art. 27
Vice - Presidente
1. Il Vice - Presidente va indicato nella lista dei candidati allegata al documento programmatico di cui all’articolo 21 dello Statuto.
2. Il Vice- Presidente sostituisce il Presidente, in caso di vacanza della carica, di impedimento o di assenza.

Art. 28
Attribuzioni della Giunta

La Giunta:
a) adotta tutti gli atti di amministrazione e gestione a contenuto generale o ad alta discrezionalità, nonché tutti gli atti che per loro natura debbono essere adottati da organo collegiale e che non rientrano nella competenza esclusiva del Consiglio, del Presidente della Giunta, del Segretario e dei dirigenti responsabili delle aree funzionali;
b) Adotta i regolamenti ad essa riservati dalla Legge;
c) approva progetti e programmi di sua competenza;
d) nomina Commissioni, per le selezioni pubbliche, ad essa riservate;
e) autorizza le anticipazioni di cassa o l’utilizzo di somme disponibili in termini di cassa;
f) dispone l’accettazione o il rifiuto di lasciti e donazioni;
g) autorizza il Presidente della Giunta Esecutiva a stare in giudizio come attore o come convenuto ed approva le transazioni;
h) ratifica il promuovimento di azioni in materia cautelare e possessoria da parte del Presidente della Giunta Esecutiva;
i} esercita funzioni delegate da Stato, Regione, Provincia, Comuni non riservate dalla Legge o dallo Statuto ad altri Organi;
l) approva accordi di contrattazione decentrata non incidenti su materie riservate alla competenza normativa del Consiglio o di altro Organo competente per Legge.
m) Conferisce incarichi a liberi Professionisti nel rispetto della Legge e secondo le norme regolamentari.

Art. 29
Indennità di Funzione e Rimborso Spese
1. Al Presidente del Consiglio, al Presidente della Giunta Esecutiva, al Vice – Presidente, agli Assessori ed ai Consiglieri della Comunità Montana vanno corrisposte le indennità con le modalità nei modi previsti dalla Legge.
2. Le indennità sono corrisposte nella misura e con le modalità previste dalla Legge e dallo Statuto.

TITOLO III
ORDINAMENTO AMMINISTRATIVO
CAPO I
Servizi

Art. 30
Forme di Gestione
1. L’attività diretta a conseguire nell’interesse della Comunità obiettivi e scopi di rilevanza sociale, promozione dello sviluppo economico, civile e culturale ed assistenziale, compresa la produzione dei beni, viene svolta attraverso servizi pubblici che possono essere istituiti e gestiti secondo le forme previste dalla vigente normativa e dallo Statuto.
2. La deliberazione del Consiglio, che autorizza l’istituzione di Enti, Enti Parco, Associazioni, Fondazioni, Istituzioni, Consorzi, Aziende e Società, o la partecipazione ad essi, ne regola le finalità, l’organizzazione ed il finanziamento, provvedendo ad assicurare che la loro attività si svolga conformemente agli indirizzi fissati e secondo i criteri di efficienza, efficacia ed economicità di gestione e nel rispetto dei criteri fissati dalla normativa vigente e dallo Statuto.
3. La scelta della forma di gestione per ciascun servizio deve essere effettuata, previa valutazione comparativa tra le diverse forme di gestione previste dalla Legge e dal presente Statuto.
4. Per i servizi da gestire in forma imprenditoriale, la comparazione deve avvenire tra affidamento in concessione, costituzione di aziende, di consorzio o di società a capitale misto.
5. Per gli altri servizi la comparazione avverrà scegliendo tra la gestione in appalto o in concessione.
6. Nell’organizzazione dei servizi devono essere, comunque, assicurate idonee forme di informazione, partecipazione e tutela degli utenti; si applica il Capo III del D.Lgs 30.7. 1999, N.° 286.

Art. 31
Gestione in Economia
1. L’organizzazione e l’esercizio di servizi in economia sono disciplinati da appositi regolamenti.

Art. 32
Azienda Speciale
1. Il Consiglio Comunitario nel rispetto delle norme legislative e statutarie delibera gli atti costitutivi di aziende speciali per la gestione dei servizi produttivi e di sviluppo economico civile.
2. L’ordinamento ed il funzionamento delle aziende speciali sono disciplinati dall’apposito Statuto e da propri regolamenti interni approvati, questi ultimi, dal consiglio di amministrazione delle aziende.
3. Il consiglio di amministrazione ed il presidente sono nominati dal Consiglio Comunitario fuori dal proprio seno, tra coloro che abbiano i requisiti per l’elezione a consigliere comunale e speciale competenza tecnica e amministrativa, desunta da studi compiuti, funzioni disimpegnate presso aziende pubbliche e private, uffici pubblici ricoperti.

Art. 33
Istituzione

1. Il Consiglio Comunitario costituisce l’Istituzione per l’esercizio di servizi sociali che necessitano autonomia gestionale.
2. La costituzione dell’Istituzione avviene mediante apposito atto di approvazione del relativo regolamento di disciplina dell’organizzazione e dell’attività dell’Istituzione medesima e previa redazione di apposito piano tecnico - finanziario dal quale risultino: i costi dei servizi, le forme di finanziamento e le dotazioni dei beni immobili e mobili, compresi i fondi liquidi.

3. Il regolamento di cui al precedente secondo comma determina, altresì, la dotazione organica. di personale e l’assetto organizzativo dell’Istituzione, le modalità di esercizio dell’autonomia gestionale, l’ordinamento finanziario e contabile, le forme di vigilanza e di verifica dei risultati gestionali.
4. Il regolamento può prevedere il ricorso a personale assunto con rapporto di diritto privato, nonché a collaborazione ad alto contenuto di professionalità.
5. Gli indirizzi da osservare sono approvati dal Consiglio Comunitario al momento della costituzione ed aggiornamento in sede di esame del bilancio preventivo e del rendiconto consuntivo dell’Istituzione.
6. Gli organi dell’Istituzione sono il consiglio dl amministrazione, il presidente ed il direttore.

Art. 34
Il Consiglio di Amministrazione

1. Il consiglio di amministrazione ed il presidente dell’Istituzione sono nominati dal Consiglio Comunitario fuori dal proprio seno, anche in rappresentanza dei soggetti interessati, tra coloro che abbiano i requisiti per l’elezione a consigliere comunale e comprovate esperienze di amministrazione.
2. Il consiglio provvede all’adozione di tutti gli atti di gestione a carattere generale previsti dal regolamento.

Art. 35
Il Presidente dell’Istituzione
1. Il Presidente dell’Istituzione rappresenta e presiede il consiglio di amministrazione, vigila sulla esecuzione degli atti del consiglio, cura i rapporti dell’Istituzione con gli Organi Comunitari, adotta in caso di necessità ed urgenza provvedimenti di competenza del Consiglio di Amministrazione che li esaminerà per la ratifica nella seduta immediatamente successiva alla loro adozione.

Art. 36
Il Direttore

1. Il direttore dell’Istituzione è nominato dal Presidente della Giunta Esecutiva che lo sceglie con le modalità previste dal 3° comma dell’articolo 32 del presente Statuto.
2. Dirige tutta l’attività dell’Istituzione, è il responsabile del personale, garantisce la funzionalità dei servizi, adotta i provvedimenti necessari ad assicurare l’attuazione degli indirizzi e delle decisioni degli organi dell’Istituzione.

Art. 37
Il Personale

1. Il personale dell’Istituzione, salvo quanto previsto dal precedente art. 31, terzo comma, è tratto dall’organico comunitario.
2. I dipendenti conservano lo status economico e giuridico del personale comunitario.

Art. 38
Nomina e Revoca

1. Gli amministratori delle aziende e delle Istituzioni sono nominati dal Consiglio Comunitario a maggioranza semplice, sulla base di un documento indicante il programma, gli obiettivi da raggiungere e il curriculum dei candidati proposti.
2. Il documento indica, separatamente, sia il candidato alla carica di Presidente che a componente del Consiglio di Amministrazione.
I componenti del Consiglio di Amministrazione, compreso il Presidente, sono in numero di cinque.
3. Il documento proposto, sottoscritto da almeno sei consiglieri comunitari, deve essere presentato al segretario della Comunità almeno venti giorni prima dell’adunanza del Consiglio Comunitario.
4. Il Presidente ed i singoli componenti del consiglio di Amministrazione durano in carica cinque anni.
Possono essere revocati, su proposta motivata del Presidente Comunitario o di almeno sei consiglieri comunitari, dal Consiglio Comunitario che provvede contestualmente alla loro sostituzione. Alla proposta di revoca è allegato un documento rispondente alle disposizioni di cui ai precedenti commi.
5. Il Consiglio Comunitario delibera sulla proposta di revoca con votazione espressa per appello nominale. La proposta è approvata se riporta il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri presenti.
6. Le Aziende Speciali possono essere trasformate in Società per Azioni secondo le vigenti norme.

Art. 39
Società per Azioni e Società per Azioni con partecipazione minoritaria di Enti Locali
1. Per l’esercizio di servizi pubblici e per la realizzazione delle opere necessarie al corretto svolgimento del servizio, nonché per la realizzazione di infrastrutture e di altre opere di interesse pubblico che non rientrino, ai sensi della vigente legislazione statale e regionale, nelle competenze istituzionali di altri Enti, possono essere costituite Società per Azioni senza il vincolo della proprietà pubblica maggioritaria nel rispetto della vigente normativa.
2. La scelta dei Soci privati e la collocazione dei titoli azionari sul mercato avviene con procedure di evidenza pubblica.
3. L’atto costitutivo delle Società deve prevedere l’obbligo della Comunità Montana di nominare uno o più Amministratori e Sindaci.
4. I servizi pubblici possono essere gestiti a mezzo di Società per Azioni o a responsabilità limitata a prevalente capitale pubblico locale costituite o partecipate dall’Ente titolare del servizio, qualora sia opportuna in relazione alla natura o all’ambito territoriale del servizio la partecipazione di più soggetti pubblici o privati. Si applicano le norme delle leggi vigenti e dello Statuto.

Art, 40
Gestione Associata dei Servizi e delle Funzioni
1. La Comunità Montana sviluppa rapporti con altre Comunità Montane, con i Comuni membri, con le Province ed con Enti pubblici per promuovere e ricercare le forme associative più appropriate fra quelle previste dalla legge in relazione alle attività, ai servizi, alle funzioni da svolgere ed agli obiettivi da raggiungere.
CAPO II
Uffici

Art. 41
Principi e Criteri Direttivi
1. La Comunità Montana dell’UFITA informa la propria attività amministrativa ai principi di democrazia, di partecipazione, di decentramento e di separazione tra compiti di indirizzo e di controllo, spettanti agli organi elettivi, e compiti di gestione amministrativa, tecnica e contabile, spettanti al Segretario ed ai dirigenti responsabili delle aree funzionali.
2. Assume come caratteri essenziali della propria organizzazione i criteri dell’autonomia, della funzionalità ed economicità di gestione, secondo principi di professionalità e responsabilità, e di verifica dei risultati.
3. Garantisce l’esercizio dei diritti di consultazione, informazione e contrattazione attraverso il normale esercizio delle relazioni sindacali.
Sezione I
Il Segretario

Art. 42
Principi e Criteri Fondamentali di Gestione
1. L ‘attività gestionale della Comunità, nel rispetto del principio della distinzione tra funzione politica di indirizzo e di controllo e funzione di gestione amministrativa, è affidata al Segretario che l’esercita avvalendosi degli uffici, in base agli indirizzi del Consiglio in attuazione delle determinazioni della Giunta e delle direttive del Presidente, dal quale dipende funzionalmente, e con l’osservanza dei criteri dettati nel presente Statuto.
2. Il Segretario, nel rispetto della legge che ne disciplina stato giuridico, ruolo e funzioni, è l’organo burocratico che coordina le aree funzionali dell’Ente e le attività dei responsabili di esse, ai quali viene assicurata ampia autonomia gestionale.
3. Per la realizzazione degli obiettivi dell’Ente, esercita l’attività di sua competenza con potestà di iniziativa ed autonomia di scelta degli strumenti operativi e con responsabilità di risultato. Tali risultati sono sottoposti a verifica del Nucleo di Valutazione, di cui all’articolo 147 del D.Lg.vo. N.° 18 agosto 2000, N.° 267 e successive modifiche ed integrazioni.
4. Il Segretario, Dirigente, esercita tutti i compiti e le funzioni previste dall’art. 107 del D. Lg.vo 18/08/2000 n. 267 per le materie a lui assegnate.

Art. 43
Attribuzioni Gestionali

1. AI Segretario compete l’adozione di atti di gestione, anche con rilevanza esterna, che non siano espressamente attribuiti dalla Legge e dallo Statuto ad organi di governo o amministrativi.
2. In particolare il Segretario adotta i seguenti atti:
a) predisposizione di programmi di attuazione, relazioni, progettazioni di carattere organizzativo, sulla base delle direttive ricevute dagli organi elettivi;
b) organizzazione del personale e delle risorse finanziarie e strumentali messe a disposizione degli organi elettivi per la realizzazione degli obiettivi e dei programmi fissati da questi organi;
c) rogito dei contratti;
d) adozione e sottoscrizione di tutti gli atti ed i provvedimenti, anche a rilevanza esterna, per i quali gli sia stata attribuita competenza;
e) supervisione di tutta la fase istruttoria delle deliberazioni e dei provvedimenti che dovranno essere adottati dagli organi rappresentativi;
f) emanazioni di direttive per la cura delle fasi istruttoria ed esecutiva di deliberazioni e provvedimenti.
g) Esercita la rappresentanza in giudizio per le materie di sua esclusiva competenza, secondo le modalità fissate dal Regolamento.

Art. 44
Attribuzioni Consultive
1. Il Segretario partecipa, se richiesto, a commissioni di studio e di lavoro interne dell’Ente e con l’autorizzazione della Giunta, a quelle esterne.
2. Se richiesto, formula pareri ed esprime valutazioni di ordine tecnico e giuridico al Consiglio, alla Giunta, al Presidente, agli Assessori ed ai singoli Consiglieri.

Art. 45
Attribuzioni di Sovrintendenza Direzione - Coordinamento
1. Il Segretario esercita funzioni d’impulso, coordinamento e direzione nei confronti dei responsabili delle Aree Funzionali.
2. Adotta provvedimenti di mobilità esterna, alle aree funzionali, sentito il capo area del settore, in osservanza degli accordi decentrati.
3. Autorizza le missioni, le prestazioni straordinarie, i congedi e i permessi dei responsabili delle Aree, a cui sono demandate le stesse funzioni per gli atti medesimi, con l’osservanza delle norme di legge e del regolamento.
4. Esercita il potere sostitutivo nei casi di accertata inefficienza, solleva contestazioni di addebiti, propone provvedimenti che il regolamento attribuisce alla sua competenza.
5. Dirime i conflitti di attribuzione e di competenza tra gli uffici.
6. Può delegare le sue funzioni nel rispetto della Legge e dello Statuto.

Art. 46
Attribuzione di Legalità e Garanzia

1. Il Segretario partecipa alle sedute del Consiglio e della Giunta, curandone la verbalizzazione.
2. Alle sedute delle Commissioni e degli altri organismi, partecipano i responsabili delle aree funzionali competenti per materia, ad accezione di quelle specificatamente riferite alle competenze proprie del Segretario.
3. Riceve le designazioni dei capi - gruppo consiliari
4. Cura la pubblicazione all’Albo e l’esecutività di provvedimenti ed atti dell’Ente.

Art. 47 
Vice- Segretario
1. Il Vice – Segretario coadiuva il Segretario e lo sostituisce nei casi di vacanza, di assenza o impedimento in tutte le attribuzioni ed assolve ad ogni altro compito che gli dovesse essere affidato dall’Organo competente
Sezione Il

Art. 48
Struttura burocratica

1. L’organizzazione degli uffici, i rapporti di lavoro e di impiego, le dotazioni organiche, gli incarichi e tutto quanto previsto nel D.Lg.vo 18.8.2000, N.° 267 al Titolo IV Capi I e III sono disciplinati dal Regolamento, che tenga conto in particolare quanto demandato alla contrattazione collettiva nazionale e dalle norme dettate dal Decreto Legislativo nr.° 165/2001 cui si rinvia per quanto non riportato e dalla vigente normativa in materia.
2. Può essere nominato il Direttore Generale dal Presidente della Giunta Esecutiva dell’Ente nel rispetto della vigente normativa e secondo i criteri stabiliti dal Regolamento. In assenza di nomina possono essere attribuite al Segretario dal Presidente della Giunta Esecutiva le funzioni spettanti al Direttore Generale.

Art. 49
Indirizzo Politico Amministrativo
Funzioni e Responsabilità
1. Il Consiglio, la Giunta e il Presidente, quali Organi di governo, definiscono gli obiettivi ed i programmi da attuare, verificano la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle direttive generali impartite, in base ai risultati trasmessi dal Nucleo di Valutazione.
2. Ai responsabili di Area, per le materie ad essi assegnate, spetta la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, compresa l’adozione di tutti gli atti che impegnano l’Amministrazione verso l’esterno, mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane e strumentali e di controllo. Essi sono responsabili della gestione e dei relativi risultati, e svolgono le funzioni previste dalla vigente normativa e dal regolamento del personale.
3. I responsabili di Area presiedono le commissioni di gara per appalti lavori o fornitura di beni e servizi relativamente alle aree e uffici di loro competenza, nonché le commissioni esaminatrici di concorsi nei casi previsti dalla Legge.
4. I responsabili di Area, esercitano la rappresentanza in giudizio, per le materie di loro esclusiva competenza, secondo le modalità fissate nel Regolamento.
5. Gli incarichi di direzione possono essere conferiti, nelle more della copertura dei posti, a professionisti esterni, con contratti di diritto pubblico o anche di diritto privato, fermi restando i requisiti di professionalità e titoli richiesti per la qualifica da ricoprire in conformità alle disposizioni dell’art. 110 T.U. 267/2000.

Art. 50
Criteri di Organizzazione
1. L ‘Ente è ordinato secondo i seguenti criteri:
a) Articolazione degli uffici per aree funzionali e servizi secondo materie omogenee distinguendo tra funzioni finali e funzioni strumentali e di supporto;
b) Collegamento delle attività dell’ufficio attraverso il dovere di comunicazione interna ed esterna ed interconnessione mediante sistemi informatici e statistici pubblici nei limiti della riservatezza e della segretezza di cui all’articolo 24 della legge 7.8.1990 n. 241;
c) Trasparenza, attraverso l’istituzione di apposite strutture per l’informazione ai cittadini e l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) e, per ciascun procedimento, attribuzione ad un unico ufficio della responsabilità complessiva dello stesso, nel rispetto della legge 7.8.1990 n. 241 e successive;
d) Armonizzazione dell’orario di apertura dell’ufficio e di lavoro con l’esigenza dell’utenza e con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei Paesi della comunità Europea, nonché con quelli del lavoro privato;
e) Responsabilità, collaborazione di tutto il personale e verifica del risultato; 
f) Flessibilità nell’organizzazione degli uffici e nella gestione delle risorse umane anche mediante processi di riconversione professionale e di mobilita del personale all’interno dell’ufficio;
g) Garanzia della parità e pari opportunità tra uomini e donne per l’accesso al lavoro ed il trattamento sul lavoro;
h) Formazione ed aggiornamento di tutto il personale;
i) Erogazione di trattamenti economici secondo le norme ed i regolamenti con esclusione di trattamenti economici accessori che non corrispondono alle prestazioni effettivamente rese;
l) Conferimento di incarichi individuali ad esperti di comprovata competenza, determinando, con apposito regolamento, criteri di attribuzioni, durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione, per esigenze cui non si possa far fronte con personale in servizio;
m) Utilizzazione di personale comandato dalle Amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionali, dai Comuni membri e da altre Pubbliche Amministrazioni.

Art. 51
Personale

1. Lo stato giuridico ed il trattamento economico di tutto il personale sono disciplinati, nel rispetto degli accordi collettivi nazionali, dal regolamento.
2. Il regolamento, in particolare, disciplina:
a) struttura organizzativa funzionale;
b) dotazione organica del personale;
c) modalità di assunzione e cessazione dal servizio;
d) modalità organizzative e funzionamento del Collegio Arbitrale;
e) incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi.
3. L’Ente garantisce l’effettivo esercizio dei diritti sindacali del proprio personale.

Art. 52
Verifica dei risultati di Gestione

1. È istituito il servizio di controllo interno secondo le Leggi vigenti.
2. Il servizio sarà disciplinato da apposito regolamento.

Art. 53
Responsabilità

1. La responsabilità penale civile e amministrativa, è equiparata a quella degli impiegati civili dello Stato.
2. Il procedimento disciplinare ed il relativo sistema sanzionatorio sono oggetto di potestà regolamentare, che si uniforma alle norme vigenti, secondo principi di tipicizzazione degli illeciti, garanzia del contraddittorio, speditezza del procedimento, adeguatezza e dissuasività della sanzione.

TITOLO IV
RAPPORTI CON GLI ALTRI ENTI

Art. 54
Criteri informatori e Convenzioni
1. L’Ente esercita le funzioni amministrative allo stesso attribuite dalle leggi statali e regionali e provvede alle prestazioni dì supporto ed alla gestione delle funzioni amministrative delegate, ricevendone la copertura finanziaria.
2. L’Ente, per lo svolgimento di funzioni e servizi determinati, può stipulare convenzioni con altri Enti pubblici e privati secondo il disciplinare.
3. Il disciplinare è deliberato dal Consiglio e dovrà contenere la specificazione dei fini, della durata, delle forme di consultazione degli Enti contraenti, dei rapporti finanziari e dei reciproci obblighi e garanzie.

Art. 55 
Accordi di Programma
1. Per l’esecuzione del piano pluriennale l’Ente promuove la stipula, con gli enti interessati, di accordi di programma che dovranno prevedere tempi e modi di realizzazione delle opere e degli interventi, definendo altresì le forme di partecipazione finanziaria.
2. Per gli accordi di programma si applica, in quanto compatibile, l’articolo 34 del Decreto Legislativo nr.° 267/ 2000.
3. L’Ente può stipulare, con altre Comunità Montane, con le Province, con i Comuni membri, con altri Enti nonché con gli Enti Parco, apposite convenzioni conformemente a quanto stabilito dalla legge 6.12.1991 n. 394 e successive modifiche ed integrazioni e da altre norme di legge.

Art. 56
Piano Territoriale di Coordinamento

1. L’Ente, attraverso le indicazioni urbanistiche del piano pluriennale, concorre alla formazione del piano territoriale di coordinamento;
2. L’Ente adotta i piani pluriennali, tenuto conto della normativa vigente per le aree protette, ai sensi della legge 6. 12. 1991 n. 394.


TITOLO V
FINANZA E CONTABILITÀ

Art. 57
1. L’ordinamento finanziario della Comunità Montana, la disciplina delle entrate, l’esercizio della potestà impositiva, la deliberazione del bilancio preventivo e del conto consuntivo sono regolati dalla legge e da apposito regolamento.
2. L’Ente adotta il piano di sviluppo socio – economico ed i suoi aggiornamenti che sono approvati dalla Provincia secondo le forme e norme previste dalle Leggi vigenti. Adotta i piani pluriennali di opere ed interventi e i relativi programmi di attuazione in applicazione delle Leggi Statali e Regionali.
3. Il piano pluriennale ricomprende tutte le opere e gli interventi che l’Ente intende realizzare nell’esercizio dei compiti istituzionali, delle funzioni attribuite e di quelle delegate, costituendo l’unitario strumento di programmazione della sua attività. Al piano sono raccordati gli interventi speciali che l’Ente intende realizzare in base a leggi statali, regionali o a normative C.E.E.
4. Il piano deve essere adottato contestualmente alla approvazione del bilancio di previsione e dei documenti di programmazione finanziaria prevista dalle vigenti norme e viene aggiornato in raccordo ad essi.
5. Il Regolamento di contabilità disciplina le ulteriori modalità forme e procedure della gestione finanziaria, della scelta dei soggetti contraenti con l’Ente e della stipulazione dei contratti. Gli schemi dei contratti sono sempre deliberati, secondo la rispettiva competenza, così come individuata dal regolamento, dal Consiglio o dalla Giunta.

Art. 58
Finanziamenti

1. L’Ente approva annualmente i programmi operativi previsti dalla legge e li trasmette alla Regione.
Approva il programma triennale dei lavori pubblici di cui alla legge 11.2.1994, n.° 109 e successive modifiche ed integrazioni.
2. Il funzionamento dell’Ente, il piano pluriennale ed i relativi programmi di esecuzione vengono finanziati con i fondi previsti dalla legge 23.3.1981, n. 93, dalla legge 31.1.1994, nr. 97 e da leggi speciali, nonché con mutui appositamente contratti in base alla vigente legislazione e con il concorso della C. E. E., della Regione, della Provincia, dei Comuni membri o da altre fonti di finanziamento.

Art. 59
Emissione di titoli obbligazionari
1. Il Consiglio può deliberare l’emissione di prestiti obbligazionari destinati esclusivamente al finanziamento degli investimenti.
2. È fatto divieto di emettere prestiti obbligazionari per finanziare spese di parte corrente.

3. Prima della emissione dei prestiti obbligazionari, l’Ente deve richiedere ai Comuni componenti
l’autorizzazione alla emissione, la autorizzazione si intende negata qualora non sia stata espressamente concessa entro novanta giorni dalla richiesta.
4. Si applicano le disposizioni della vigente normativa.

Art. 60
Revisione economico - finanziaria

1. La revisione economico - finanziaria è affidata al revisore dei conti eletto dal Consiglio a maggioranza assoluta dei suoi membri e scelto fra i soggetti previsti dalla vigente Legge.
2. Il revisore è eletto per un triennio e riceve il compenso definito da apposita convenzione. E’ rieleggibile per una sola volta. Si applicano le norme delle vigenti Leggi.

Art. 61
Tesoriere

1. Il servizio di tesoreria è affidato al soggetto abilitato secondo la vigente Legge, scelto con apposita gara, nel rispetto del capitolato d’oneri speciale, approvato dal Consiglio.
2. I pagamenti e le riscossioni dovranno essere effettuati esclusivamente dal Tesoriere, sulla base di regolari mandati di pagamento e reversali di cassa.
3. Il regolamento di contabilità disciplinerà la materia.

TITOLO VI
Trasparenza – Partecipazione e Tutela dei Cittadini

Art. 62
Partecipazione

1. La Comunità Montana, informa la propria azione all’obiettivo di favorire la più ampia partecipazione della Comunità alla propria attività amministrativa, la trasparenza ed il buon andamento di questa, in conformità al Regolamento in materia di termini di responsabile del procedimento e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.

Art. 63
Azione Popolare

1. Nello spirito dei principi di cui al precedente articolo la Comunità Montana, in presenza di azioni o ricorsi in giudizio da parte di cittadini e/o di Associazioni di protezione ambientale, si costituirà nel giudizio con le modalità definite nel successivo comma 2.
2. Ad acquisizione della notizia dell’azione, comunque registrata ed assunta, da parte dei soggetti attori avviata, l’Ente:
- dispone immediata indagine conoscitiva per verificare la rispondenza o meno di quanto segnalato;
- attua in caso di positività di riscontri tutti gli adempimenti di competenza per la sua costituzione in giudizio;
- attiva le procedure atte a controllare eventuali negligenze e/o responsabilità ascrivibili agli organi e/o alle strutture dell’Ente;
- rende pubbliche le iniziative intraprese anche nel caso le azioni dei soggetti di cui al precedente comma n.1 promosse siano risultate non veritiere o comunque inquadrabili in situazioni garantite da deroghe normative e/o regolamentari generali o di settore.
3. Ogni cittadino può far valere in giudizio le azioni ed i ricorsi che spettano alla Comunità Montana.
Il Giudice ordina l’integrazione del contraddittorio nei confronti della Comunità Montana. In caso di soccombenza, le spese sono a carico di chi ha promosso l’azione o il ricorso salvo che l’Ente, costituendosi, abbia aderito alle azioni ed ai ricorsi promossi dall’elettore.
4. Il Regolamento determina i criteri, le procedure ai quali attenersi per tutto quanto contemplato dal presente articolo.

Art. 64
Informazione

1. La Comunità Montana, tramite la stampa e con altri mezzi idonei, informa la collettività circa la propria organizzazione e attività, con particolare riguardo ai propri atti programmatici e generali.
2. La Comunità Montana, nel rispetto del segreto d’ufficio, mette a disposizione di chiunque ne faccia richiesta le informazioni di cui dispone relativamente all’organizzazione, all’attività, alla popolazione e al territorio.
3. La Comunità Montana assicura agli interessati l’informazione sullo stato degli atti e delle procedure che li riguardano.
4. La comunità Montana provvede a conformare l’organizzazione degli uffici e servizi al perseguimento degli obiettivi indicati nei commi precedenti.
5. Per i disposti di cui ai precedenti commi si osservano comunque le disposizioni del Regolamento in materia di termini, di Responsabile del Procedimento e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.

Art. 65
Accesso

1. Tutti gli atti della Comunità Montana sono pubblici ad eccezione di quelli per i quali, disposizioni normative e provvedimenti adottati in conformità ad esse, vietano o consentono il differimento della divulgazione.
2. Il diritto di accesso è disciplinato dal Regolamento, nel rispetto delle norme dettate dalla legge 31.12.1996 n. 675 e successive modifiche ed integrazioni.
3. Il diritto di accesso ricomprende, di norma, la facoltà di prendere in visione il documento e ottenerne copia.
4. L’esercizio dell’accesso deve essere disciplinato dal Regolamento in modo che risultino contemperati gli interessi del richiedente con le esigenze della funzionalità amministrativa.

Art. 66
Rapporti economici con i privati
1. La Comunità Montana, con apposito regolamento stabilisce criteri per l’erogazione dei contributi, sussidi e, in genere, benefici economici ad Enti e privati; scegli i propri contraenti nell’ambito di albi appositamente costituiti; in generale, garantisce la massima chiarezza nei propri rapporti economici con Enti e privati.

Art. 67
Associazioni

1. La Comunità Montana favorisce l’attività delle Associazioni, dei Comitati o degli Enti esponenziali operanti sul proprio territorio, sostiene e valorizza le libere forme associative, la loro costituzione e potenziamento con particolare riguardo a quelle che perseguono, senza scopo di lucro, finalità scientifiche, culturali, religiose, di promozione sociale e civile di salvaguardia dell’ambiente naturale e del patrimonio artistico e culturale, di assistenza, sportive, del tempo libero, in quanto strumento di formazione dei cittadini.
2. A tal fine viene incentivata la partecipazione di detti organismi alla vita amministrativa dell’Ente attraverso la possibilità di presentare memorie, documentazioni, osservazioni utili alla formazione dei programmi di intervento ed alla soluzione dei problemi amministrativi; possono essere attivate forme di consulta per l’esame dei problemi specifici.
3. La Comunità potrà inoltre intervenire con la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari, nonché per l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a sostegno delle iniziative promosse dagli organismi di cui al primo comma predeterminandone modi e forme in un apposito Regolamento, sempre nei limiti delle disponibilità di bilancio.

Art. 68
Forme di consultazione della popolazione

1. In quelle materie di esclusiva competenza della Comunità Montana ed al fine di consentire la migliore impostazione delle iniziative, la Comunità può avviare forme diverse di consultazione della popolazione, secondo le procedure stabilite nel Regolamento. 
2. Le osservazioni, i suggerimenti, le proposte che dovessero pervenire da parte dei cittadini, singoli o associati, formeranno oggetto di attenzione da parte della Comunità Montana nei modi previsti dal Regolamento.

Art. 69
Procedura per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte

1. I cittadini, singoli o associati, possono presentare all’Amministrazione istanze, petizioni e proposte intese a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi locali.
2. Le richieste dovranno essere presentate per iscritto ed in duplice copia alla Segreteria della Comunità che provvederà ad inoltrarle al Presidente della Comunità Montana. Il Presidente della Comunità Montana affiderà le istanze, le petizioni e le proposte alle strutture della Comunità competenti in materia che, potendosi avvalere degli uffici e di eventuali contributi esterni, dovranno esprimere parere sulla questione entro i termini previsti dal Regolamento. Il Presidente risponde nei successivi 60 giorni.

Art. 70
Referendum consultivo

1. Il Referendum consultivo può essere effettuato su temi di esclusiva competenza della Comunità Montana e di rilevante interesse sociale.
2. Hanno diritto di votare i cittadini che possono eleggere i Consigli dei Comuni appartenenti alla Comunità Montana.
3. Il Referendum consultivo può essere limitato al corpo elettorale ricompreso in una parte del territorio della Comunità Montana, con le condizioni previste dal Regolamento anche in relazione all’individuazione dei soggetti legittimati a richiederlo.
4. Non è ammesso il Referendum consultivo in materia di tributi, bilanci, conti consuntivi, mutui, nomine dei rappresentanti della Comunità Montane presso Enti, Aziende e su proposte che siano già state sottoposte a Referendum nell’ultimo triennio.
5. Il Referendum consultivo è indetto dal Presidente della Comunità Montana su richiesta da parte di almeno 3.000 elettori dei Consigli dei Comuni appartenenti alla Comunità Montana o comunque quanto lo stesso riguardi parte del comprensorio, da 1/10 degli elettori interessati alla consultazione.
6. L’ammissibilità del Referendum è accertata da una commissione composta dal Presidente e da due esperti nominati dall’Ente.
7. Annualmente si tiene una sola sessione referendaria, nella quale hanno luogo le votazioni relative a tutte le richieste di Referendum consultivo presentate entro i termini previsti dal Regolamento. Le votazioni concernenti le richieste presentate dopo la scadenza di tali termini si tengono nella sessione dell’anno successivo.
8. Il quesito sottoposto a Referendum consultivo è dichiarato accolto se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
9. Entro novanta giorni dalla proclamazione dell’esito favorevole del Referendum il Consiglio e la Giunta devono deliberare in relazione alla rispettiva competenza sulla proposta sottoposta a Referendum.
Il Consiglio può disattendere motivatamente il risultato referendario a maggioranza assoluta dei voti.

TITOLO VII
Sede – Stemma

Art. 71
1. La sede della Comunità Montana è fissata nella città di Ariano Irpino.
2. Lo stemma è rappresentato da un triangolo al cui vertice sono stilizzate tre montagne con la sigla C.M.U., all’interno della quale sono compresi diciotto alberi stilizzati di colore verde su fondo azzurro e nuvolette bianche. Alla base della sigla, all’interno del triangolo, vi è la scritta:
ARIANO IRPINO
COMUNITÀ MONTANA ZONA DELL’UFITA.

Art. 72
Regolamenti
 
1. I regolamenti, sono adottati con l’intervento di almeno la metà dei Consiglieri assegnati ed a maggioranza assoluta dei presenti. I Regolamenti adottati dalla Giunta Esecutiva sono approvati a maggioranza dei componenti
2. Essi vengono pubblicati all’Albo pretorio per quindici giorni consecutivi dopo l’adozione e ripubblicati con le stesse modalità dopo l’approvazione dell’organo di controllo. Entrano in vigore il primo giorno del mese successivo al termine della seconda pubblicazione.
3. Ad essi è data la massima diffusione e ne viene conservata copia a disposizione del pubblico, raccolta presso la segreteria dell’Ente.

Art. 73
Albo Pretorio
1. Nella sede dell’Ente, in luogo accessibile al pubblico è ubicato I’ Albo pretorio, per la pubblicazione degli atti previsti dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti.
2. Il Segretario è responsabile della pubblicazione.

Art. 74
Approvazione dello Statuto
Lo Statuto o le modifiche statutarie sono approvate con il voto favorevole di due terzi dei Consiglieri assegnati all’Ente.
2. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e le modifiche statutarie sono approvate se ottengono per due volte il voto favorevole della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.

Art. 75
Pubblicità dello Statuto

1. Lo Statuto è a disposizione del pubblico presso la sede dell’Ente e ad esso è garantita la massima divulgazione.

Art. 76
Entrata in vigore dello Statuto

1. Lo Statuto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania, affisso all’Albo Pretorio dell’Ente per trenta giorni consecutivi ed inviato al Ministero dell’Interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli Statuti. Entra in vigore decorsi trenta giorni dalla sua affissione all’Albo Pretorio dell’Ente.

Art. 77
Norme Transitorie

Fino all’approvazione del regolamento di disciplina dei lavori del Consiglio Generale, la conferenza dei Capi - Gruppo può anche prevedere termini e limiti dei dibattiti e degli interventi.
2. Fino all’approvazione dei nuovi regolamenti, restano in vigore i vigenti regolamenti se non contrastanti con il presente Statuto.
3. Per quanto non espressamente previsto nel presente Statuto si fa riferimento alle leggi vigenti in materia.


             Il Segretario                                      Il Presidente
Avv. Gerardo D’Alessandro                Giuseppe Antonio Solimene

 

Tags: